La primavera è una lode all’indecenza di Dio

Anche meno eh…

La primavera è indecente. L’ho pensato uscendo dal parcheggio di un supermercato. La viabilità è strana in quel posto e per rimettersi sulla strada occorre fare un giro lungo che passa dalla zona di carico e scarico. C’era spazzatura abbondante, un carrello abbandonato, nessuna luce e un cespuglio fiorito d’un giallo sfacciato, tanto era carico di fiori. Era fuori luogo, evidentemente.

Quel cespuglio è uno scriteriato, in base a certe norme umane di buon senso. Non indossi orecchini di diamanti per andare a pulire il garage. Non appendi la coccarda per la nascita di un figlio nello sgabuzzino. Invece un cespuglio fiorisce rigogliosamente anche nel posto più lurido e dimenticato da Dio (ecco questa espressione è interessante, ci ritorno).

Se io fossi stata quel cespuglio avrei avuto la decenza di fiorire un po’ meno dato il contesto di sfacelo. (Se sei felice in ogni fibra del tuo essere, ma ti trovi in fila all’ufficio postale non ridi a squarciagola). A quanto pare la natura non ha questa decenza. Ma forse proprio la sua indecenza suggerisce che nessun posto è dimenticato da Dio.

Le stagioni dell’anima

Siamo pieni di metafore sulle stagioni e fin dall’antichità le si associa al ciclo vitale degli uomini e ai loro stati d’animo. La vecchiaia è l’inverno dell’uomo, e la tristezza è il novembre dell’anima. Ma siamo proprio sicuri?

L’autunno è il tempo del decadimento che precede la morte invernale, diciamo. Il decadimento nell’uomo è associato a pensieri e umori dai colori spenti, non agli arancioni e ai rossi che ci riempiono la vista a ottobre. Avete in mente che pugno di luce sono gli alberi maturi di cachi tra ottobre e novembre?

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Se ci fosse stata una mente umana dietro l’alternarsi delle stagioni, la visione d’insieme sarebbe stata più logica e coerente: benissimo le giornate uggiose, sì alle foglie che cadono, ma assolutamente no ai rossi e agli arancioni.

L’edera rossa – Parthenocissus – mi fa impazzire. Per tutto l’anno è d’un verde che la rende invisibile e poco significativa ovunque si trovi. Poi in autunno esplode di rosso. Sembra l’invitato che si presenta al matrimonio con bermuda e infradito, uno che ha sbagliato modi e tempi.

Ma ritorno alla primavera.

Di una ragazza diciamo che è fiorita. E intendiamo che la sua bellezza esterna ed interiore si è manifestata. E tendenzialmente resta. Non avvizzisce dopo due giorni come capita a certi fiori di campo. Il criterio umano della fioritura è diverso da quello che accade in natura. Nei prati compaiono bellezze straordinarie, anche in formato micro (pensiamo a certe violette), sono totalmente gratuite e scompaiono in fretta. Perché il fiore sfiorisce così presto? Anche questo è un criterio che non collima con la logica umana: se investi in un progetto meraviglioso, non sprechi impegno e idee per qualcosa di così passeggero. E dicendo a una ragazza che è fiorita, non le stai certo preannunciando che poco dopo non resterà nulla del suo fiore.

Insomma, quando associamo le stagioni all’uomo, forziamo la mano. Non c’è perfetta consonanza, anzi nella natura spesso è scritto un disegno opposto a quello che noi giudicheremmo ragionevole, coerente, utile.

Non basta la democrazia, occorre la follia

Dunque Chi ha fatto il mondo è scriteriato e incurante degli sprechi. Dev’essere senz’altro geniale, se ha pensato al profumo della magnolia. Dà anche l’idea di essere un po’ approssimativo non essendosi curato di custodire queste meraviglie un po’ meglio. Se io avessi immaginato e poi creato la margherita, l’avrei fatta crescere dove nessuno può pestarla. E se proprio avessi scelto di metterla nei prati l’avrei resa meno fragile. Perché alla margherita non è stata data la durezza della roccia?

Non è neppure democratico, Chi ha fatto il mondo. Anarchico è più appropriato, se non impazzito. In base al nostro sano concetto democratico le cose belle non meritano di essere a disposizione solo di chi se le può permettere. E così, ad esempio, si progettano quartieri popolari che hanno una visione urbanistica che contempla zone verdi e percorsi salutari proprio come i quartieri di elité.

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Ma un cespuglio fiorito generosamente in mezzo alla spazzatura non è democratico, va oltre l’idea di un’equa distribuzione delle risorse. Diremmo che è una risorsa finita nel posto più sbagliato possibile. Eppure siamo pieni di questi dettagli negli occhi, se prestiamo attenzione. La primavera è quella stagione matta che rovescia ritagli di meraviglia fiorita e profumata anche nella striscia di terra tra la strada e il guardrail. A cosa serve il giallo strepitoso del tarassaco a bordo strada? Direte: non è calcolato, fiorisce lì dov’è. Appunto. Anche questo tradisce i criteri umani. O forse c’invita proprio a mollarli. Se hai una voce pazzesca non fiorirai solo se ti accetteranno a Xfactor – c’insegna il tarassaco (che non sarebbe meno bello se, anziché essere a bordo strada, fosse esposto al Louvre).

Se fosse dipeso da noi esseri umani, avremmo fatto le cose in modo più ordinato, equilibrato, sensato. Che senso ha la primavera?

Guardiamo sul serio quel tripudio che è la fioritura delle lenticchie a Norcia, o i ciliegi in fiore in Giappone. (Non credo che si possa contemplarli senza avvertire all’opera il tocco di un alieno).

Chi si può permettere di sprecare bellezza, colori, profumi, senza ritegno? Chi c’è dietro?

Un Padre – mi dico – che sprecò la vita di un Figlio nel fiore degli anni. La primavera non parla all’uomo degli anni spensierati della sua giovinezza, gli sbatte in faccia la folle ipotesi di un dono smisurato senza bisogno di contraccambio. La bellezza infinita che è il Bene si dona ed è un gesto a perdere, quella di Chi dà la sua vita per tutti e non amando di meno quelli che Lo rifiutano. E ripenso a quel cespuglio che non è fiorito un po’ meno solo perché era in mezzo alla spazzatura. C’è l’eco di gratuità sprecata nella primavera che la rende la cornice perfetta per ospitare la Pasqua – un fatto altrettanto incedente, che va oltre il democratico, ed è squilibrato.

3 commenti

  1. Indecente è dir poco!! Sprecone!! Milioni di spermatozoi… per poi farne arrivare uno solo!!! È tutti quei fiori, quelle farfalle multicolori, quegli uccelli che volteggiano in cielo… Solo perché è innamorato di noi!! Ci riempie gli occhi e le mani di gioielli per attirare la nostra attenzione, pur di avere uno sguardo nostro… Abbiamo un Padre così prodigo, e noi siamo dei figli tanto avari!!!

  2. Bellissima osservazione. E la bellezza cresce copiosa negli angoli più impensabili, offrendosi così, imprevista e “sfacciata”, come dici tu, agli occhi di chi la sa non soli guardare ma anche osservare con emozione e, talvolta, con commozione.

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