La solita gente, un invito

Questo è un invito a unirvi a una serie di chiacchierate che comincerò a fare sul mio profilo Instagram. L’idea è quella di fare delle dirette di mezz’oretta per conoscerci tra di noi.

Conosco molti di voi che seguite i miei contributi sul web (questo blog, la mia pagina Facebook, Instagram), conosco le vostre storie, le vostre passioni e in certi anche anche le ferite che hanno segnato la vostra vita. Le considero un tesoro da condividere, tra noi appunto.

Io starò di lato per lasciare spazio a voi. Uno spazio piccolo e informale, senza ansia da prestazione. L’opposto.

La logica stritolante dei trend ci sta facendo un lavaggio del cervello che insinua un veleno pericoloso: ed è l’idea che lo straordinario sia ciò che fa i numeri, che fa scandalo, che urla.

Faccio un esempio. Di recente siamo stati tutti sconcertati dalla strage accaduta nella scuola texana di Uvalde. Una strage di bambini fatta da chi era poco più che un bambino. Ed è senz’altro un fatto che c’interroga come ogni altro evento tragico e clamoroso. Eppure. Uvalde è una cittadina di 15 mila abitanti, pensiamola come un piccolo paese simile ai nostri.

Tra chi abitava lì c’era la famiglia di Irma Garcia, una delle maestre morte per difendere i propri studenti. Faceva la maestra da 24 anni, era sposata da 23 e aveva 4 figli. Nessun riflettore del mondo è stato puntato su Irma Garcia prima della strage, sebbene ci fosse uno “straordinario” enorme nella sua vita normalissima. Era davvero il sale della sua terra.

E la prima cosa che il sale fa per dare sapore alla pasta è sciogliersi nell’acqua che bolle. Così, la normalità straordinaria di una famiglia, di una voce, di una presenza innerva di bene il tessuto del mondo senza mostrarsi, sciogliendosi. Le solite cose sono lo straordinario del mondo.

Anche noi siamo il sale, o possiamo fare memoria di esserlo. Senza altoparlanti, ma solo parlandoci tra noi possiamo chiederci come si fa a dare sapore al presente vivo e invisibile del nostro piccolo paese, quartiere, giardino. Possiamo mettere sul tavolo le briciole buone raccolte per strade. Possiamo dire qualcosa che illumina un altro uomo. Essere amici, insomma.

Ci state? Vi avviserò con un po’ di anticipo prima di ogni diretta, che sarà condivisa qui

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